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Dal banditore al sellaio: un sito per tenere vivi gli antichi mestieri
Valentina Fusco, 29 anni, cura il progetto didattico per il web che racconta la nostra regione sotto l’aspetto delle tradizioni e dell’artigianato. «Sono stata felice di questa scelta, perché le tematiche di storia, cultura e costume mi hanno sempre appassionata. Ho intervistato gli anziani del Molise, è stato interessantissimo ascoltare i loro racconti e le loro descrizioni di vita lavorativa del passato».

di Alessia Mendozzi

Mantenere vive nelle memoria le tradizioni del Molise attraverso gli antichi mestieri. Questo l’obiettivo del sito web "Mestieri Antichi", curato da Valentina Fusco – ventinovenne di Carpinone. Nato a seguito di un progetto didattico proposto all’interno di un programma di formazione professionale della Regione Molise nel settore del web design, il sito ha preso forma grazie ad un lavoro di ricerca tra biblioteche, archivi ed interviste a persone anziane.

Come si chiamava il progetto regionale a cui hai aderito?
«Si chiamava “Progettazione Multimediale”. Aveva come scopo l’acquisizione di competenze – da parte di noi partecipanti al programma di formazione – sulla progettazione e pubblicazione di un sito web. Lo studio consisteva nell’analisi degli obiettivi, del target di riferimento, delle specifiche tecniche, per giungere alla definizione della struttura dei contenuti».

All’inizio non eri la sola a curare il progetto...
«Inizialmente eravamo in tredici, poi pian piano hanno abbandonato tutti e sono rimasta soltanto io a terminare il progetto e a continuare a gestire il sito dopo la pubblicazione in rete. Anche adesso continuo a gestirlo e sono pienamente felice di farlo».

Come mai hai scelto proprio questo argomento?
«Il tema non l’ho scelto io ma i docenti del programma di formazione. Nel web, in quel periodo, non c’erano molti siti che trattavano la nostra regione sotto l’aspetto delle tradizioni e dell’artigianato. Sono stata felice di questa scelta perché le tematiche di storia, cultura e costume mi hanno sempre appassionata».

Quanto è durato il tuo lavoro di ricerca?
«Circa un mese».

Com’è stato il rapporto con le persone che hai intervistato?
«Ho intervistato, per la maggior parte, persone anziane. Mi sono trovata benissimo a conversare con loro, sono state gentilissime e disponibili. E’ stato un immenso piacere stare ad ascoltare i loro racconti e le loro descrizioni di vita lavorativa del passato. E’ stata disponibile anche qualche persona più giovane che pratica ancora dei lavori di artigianato come, ad esempio, il tombolo e la lavorazione del cuoio».

Qual è il mestiere che ti ha colpita di più e perché?
«Quello del banditore. Se ci soffermiamo a riflettere, in confronto ad oggi che abbiamo a disposizione mass media e potenti strumenti tecnologici, un tempo una sola persona si presentava come il più efficace ed immediato mezzo di divulgazione delle notizie e degli annunci di notevole importanza del paese come, ad esempio, i bandi pubblici o gli avvisi di emergenza. Il più delle volte sostituiva la carta stampata a causa dell’elevato tasso di analfabetismo».

In quali paesi molisani sei stata per raccogliere le informazioni?
«In alcuni paesi della provincia di Isernia: Carpinone, Pescolanciano, Scapoli, Frosolone, Agnone, Sesto Campano, Castelpetroso e altri».

La vita di allora in cosa, secondo te, contrasta maggiormente con la vita di oggi?
«La vita era molto più semplice e tranquilla, anche se si lavorava duramente. Oggi qualsiasi cosa viene vissuta in modo frenetico, tutto è in funzione del tempo e del denaro, più è veloce la produzione e più si guadagna. La tecnologia ha soppiantato ogni azione manuale. Di sicuro oggi il tenore di vita è migliore per tutti, ma la modernità ed il progresso non sempre agiscono in modo positivo, perché hanno fatto perdere la genuinità e il valore di ogni singolo aspetto della nostra vita».

Cosa ti ha affascinata di più e cosa ti ha lasciato questa esperienza?
«Mi ha affascinata questa sorta di indagine del passato. Molte cose non le conoscevo, soprattutto alcuni dettagli riguardanti i mestieri. Ceramiche, campane, coltelli, zampogne... tutto il lavoro che c’è dietro di loro in pochi lo conoscono e lo apprezzano. Mi ha dato modo di arricchire il mio bagaglio culturale e soprattutto mi ha dato molta soddisfazione vedere che tanta gente, anche giovane, è ancora legata alle tradizioni antiche e non le ha dimenticate».

Per quanto riguarda la reperibilità dei testi nelle biblioteche e negli archivi, hai avuto difficoltà a trovare materiale?
«All’inizio ho trovato molta difficoltà, perché purtroppo non esistono singoli testi che trattano un determinato argomento, come quello dei mestieri. Ho dovuto reperire qua e là, tra vari testi e documenti, informazioni riguardanti lo stesso tema. Per l’artigianato è stato molto più semplice, perché ci sono molti libri e anche pubblicazioni in depliant che accorpano questo tema. Di notevole aiuto sono state le interviste. Spero di avere prossimamente molto più tempo da dedicare alla sezione dei mestieri per continuare questo lavoro di ricerca ed aggiungere nuove informazioni. Faccio un appello ai visitatori del sito che desiderano pubblicare documenti, racconti, foto, links... il tutto riguardante i mestieri antichi. Siete i benvenuti!»

(Pubblicato il 20/01/2010)

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